Mandamento Castellammare


Il Mandamento Castellammare delimitato da via Maqueda, da corso Vittorio Emanuele, dal lungo mare (via Francesco Crispi e via La Cala) e da via Cavour, costituisce insieme al mandamento Tribunali la parte bassa della città antica. A differenza dei mandamenti Palazzo Reale e Monte di Pietà sia il mandamento Castellammare che Tribunali sono stati modificati. In particolare in questi due mandamenti a causa del piano regolatore di fine 800 è stato introdotto un'importante asse viario della città, la Via Roma. Il taglio di via Roma si estende da Piazza Giulio Cesare fino a Piazza don Sturzo.

Questo mandamento che deve il suo nome alla presenza di un castello prospiciente il mare rappresentava grazie alla presenza dell'antico porto il centro commerciale della città. Ad oggi purtroppo del castello rimane ben poco, infatti negli anni venti del 900 tutti gli edifici facenti di quell'area furono demoliti per estendere il porto di Palermo. Attualmente la zona, dopo una serie di interventi ospita il parco archeologico Castello a mare.

Alla Cala, esattamente in piazzetta delle dogane, si prospetta la chiesa di S. Maria della Catena edificata nei primi del 500 al posto di una cappella votiva. Alle spalle della chiesa, adiacente a Porta Felice, troviamo il loggiato di San Bartolomeo. Dell'edificio originario, nato come ospedale per volere della confraternita di San Bartolomeo, a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale rimane solo una parte, attualmente utilizzata per mostre.

All'interno del Mandamento sono presenti due mercati, la Vucciria e Lattarini. A dare vita al mercato della Vucciria - Vucciria in siciliano significa confusione - ci pensano gli ambulanti che con le "abbanniate" ovvero grida richiamano l'attenzione degli acquirenti. Il mercato Lattarini invece era un mercato delle spezie, attualmente le dimensioni del mercato sono ridotte e i prodotti venduti non sono più legati alle spezie ma a tutt'altro genere di merce. In questo mandamento troviamo una delle tante rappresentazioni del Genio di Palermo sparse per la città, infatti in piazzetta Garraffo lo troviamo posto su una nicchia di un'edicola muraria.

Lungo via Roma, in piazza San Domenico, si prospetta la chiesa di San Domenico. La chiesa opera di Andrea Cirrincione fu edificata nel 1640 sui resti di una chiesa del 400. Il prospetto in stile barocco risale al 1726 è ornato da due campanili e da diverse statue raffiguranti santi e papi opere di Giovan Maria Serpotta, nipote di Giacomo Serpotta. A partire della seconda metà dell'800 la chiesa assunse il ruolo di Pantheon, infatti al suo interno troviamo monumenti sepolcrali di personaggi illustri siciliani tra i quali troviamo Francesco Crispi. Per la sua estensione complessiva la chiesa di San Domenico è una delle chiese più vaste della Sicilia.

Sempre in via Roma trova sede il teatro Biondo di Palermo, edificato nei primi del 900 su richiesta dei fratelli Biondo. L'interno del teatro è decorato in stile liberty ed accoglie al piano terra il foyer e l'elegante bar imposto dal comune in cambio della licenza per rendere più decorose le vie che si trovavano alle spalle dell'edificio. In piazza Olivella troviamo la chiesa di S. Ignazio all'Olivella la cui costruzione si protrasse per diversi anni, infatti iniziata alla fine del 500 e completata nel 1732 quando fu aggiunta la cupola. La facciata in stile barocco presenta alle estremità due campanili, la pianta interna è a croce latina con tre navate e cappelle laterali, inoltre ospita opere d'arte di Sebastiano Conca, Pietro Novelli, Guglielmo Borremans e alcune statue di Ignazio Marabitti. Annesso alla chiesa, nell'ex convento dei Padri Filippini, è presente il Museo Archeologico Regionale "Antonio Salinas". All'interno del mandamento è possibile trovare inoltre il Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini, la chiesa di S. Cita, la chiesa di S. Maria in Valverde, il palazzo Pantelleria, la chiesa di S. Giorgio dei Genovesi, il palazzo Termine-Marassi di Pietragliata, il palazzo Oneto di Sperlinga e il palazzo Raccuja-Branciforti di Pietraperzia edificato alla fine del 500.